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Lo hanno annunciato i responsabili della manifestazione e l'amministrazione comunale durante la presentazione ufficiale del programma. L’organizzatore Giovanni Tafuro di BluesIn sottolinea: «Siamo lieti di annunciare ancora un grande nome per questa 39ª edizione partita con molte difficoltà, insieme a Live Nation siamo riusciti in poco tempo a stilare un programma di qualità che toccherà diversi generi». Infatti, i ritardi e le vicissitudini burocratiche non hanno impedito di organizzare un festival che vedrà grandi nomi salire sul palco di piazza del Duomo il 13, 14 e 15 luglio. Oltre a questi tre giorni sono previste una serie di date di preparazione e chiusura.
Il ciclo di appuntamenti "Road to Pistoia Blues" è iniziato il 16 Marzo con il concerto sold out del bluesman americano Silver Blue e proseguirà con i vari "clinics" e la nuova edizione del Contest Obiettivo BluesIn, dedicato alle band di tutta Italia che si esibiranno in diversi locali italiani che hanno aderito all’iniziativa. L’iscrizione è gratuita: i tre vincitori potranno esibirsi sul main stage del Festival in apertura ai big della musica internazionale. Il 4 luglio si concluderà il ciclo «Road to Pistoia Blues» con il concerto al Teatro Manzoni di Graham Nash, realizzato in collaborazione con l’Associazione Teatrale Pistoiese.
Il 10 luglio Alanis Morissette, cantautrice canadese, si esibirà durante l’anteprima del festival (Radio Capital sarà la radio ufficiale); il 12 luglio si svolgerà la Notte Rossa Avis (ancora in fase di definizione il nome dell’artista).
Il Festival vero e proprio partirà il 13 luglio con James Blunt, mentre il 14 luglio si esibirà il chitarrista dei Genesis Steve Hackett ed il 15 luglio sul palco Billy Gibson degli ZZ Top e Steve Lukather dei Toto, mentre l’altro nome internazionale della scena grunge è ancora in fase di definizione. A chiusura, il 16 luglio, Gianna Nannini, con il suo «Fenomenale Tour».
Il sindaco Alessandro Tomasi spiega che «Come amministrazione riteniamo eccellente il risultato di questa edizione del Blues, la burocrazia ha spesso messo i bastoni tra le ruote ma la fiducia verso gli organizzatori è stata totale. Da quest’anno vogliamo tornare all’idea del vecchio festival: non solo concerti, ma è necessario ricreare quello spirito unico che ha reso famoso l’evento anche all’estero. Partecipare al blues è fare parte di una tradizione, di un’esperienza corale che coinvolge tutta la città, ricreando quel clima magico e collettivo che si viveva nelle vie e nelle piazze intorno a piazza del Duomo. Chi la visita in quel periodo, indipendentemente dai biglietti staccati, che spero siano tanti, deve anche conoscere il territorio e le sue bellezze divertendosi».
Redazione
L'esposizione, curata da Luca Massimo Barbero, che è stata presentata il 14 marzo alla presenza, tra gli altri, del direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi Arturo Galansino, racconta le correnti artistiche di quegli anni, dall'Informale alla Pop art, fino ad arrivare all'arte povera e a quella concettuale.
Ottanta le opere che compongono l'itinerario di "Nascita di una Nazione", con dipinti, sculture e installazioni tra i quali, oltre a Guttuso, Fontana e Schifano, spiccano creazioni di Alberto Burri, Emilio Vedova, Piero Manzoni, Michelangelo Pistoletto ed altri. L’esposizione vede per la prima volta riunite assieme opere emblematiche del fermento culturale italiano del secondo dopoguerra, gli anni del cosiddetto “miracolo economico”, momento di trasformazione profonda della società italiana fino alla fatidica data del 1968. È in questo ventennio che prende forma una nuova idea di arte, proiettata nella contemporaneità attraverso una straordinaria vitalità di linguaggi, materie e forme. Un itinerario artistico, quello della mostra, che parte dalla diatriba tra Realismo e Astrazione, prosegue con il trionfo dell’Arte Informale per arrivare alle sperimentazioni su immagini, gesti e figure della Pop Art in giustapposizione con le esperienze della pittura monocroma fino ai nuovi linguaggi dell’Arte Povera e dell’Arte Concettuale.
Redazione
Con un approccio integrato e complementare la neonata AssociazioneCeDACoT vuole diventare un punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio regionale denso di bellezze architettoniche e paesaggistiche da riscoprire. Molte le iniziative in programma: da corsi di formazione a workshop tematici; da esposizioni, a giornate di studio con la collaborazione di università, centri di ricerca, musei, istituzioni pubbliche e private, italiane e internazionali.
Nata da un’idea dell’Architetto Sergio Martinelli, successivamente realizzata e strutturata dal Prof. Ezio Godoli, già ordinario di Storia dell’Architettura Contemporanea all’Università di Firenze, con la preziosa collaborazione dell’Arch. Claudia Massi, ricercatrice operante nel Dipartimento di Architettura di Firenze. Fanno parte della nuova associazione i soci fondatori quali: la Fondazione Studi sull’arte “Licia e Carlo L. Ragghianti” di Lucca, la Fondazione “Giovanni Michelucci” di Fiesole (Firenze), l’Associazione transnazionale “Atrium” (Architecture of Totalitarian Regimes of the 20’th century in Europe’s Urban Memory) di Forlì e la Federazione Regionale Toscana Ordini Dottori Agronomi e Forestali, a dimostrazione dell’interesse che l’iniziativa ha già incontrato a livello nazionale. Altri Ordini professionali e altre Istituzioni in tempi brevi hanno deciso di aderire.
Il Centro nasce a Pescia per l’idea originale, dettata dalla presenza in città di molte architetture contemporanee di valore, conosciute a livello internazionale. In particolare i due mercati dei fiori: importanti esempi di strutture destinate ad attività economiche pubbliche e private novecentesche, del secondo dopoguerra, oggetto di una recente mostra al Palagio di Pescia.
Numerose le iniziative già in programma per il biennio 2018-2019. Una in particolare si terrà a Pescia dove una mostra ripercorrerà i tratti salienti della vita professionale di Libero Andreotti: grande artista pesciatino che ha vissuto per lungo tempo a Parigi nei primi anni del secolo scorso, collaborando con i maggiori architetti del suo tempo, con particolare riguardo alle sue opere monumentali: da quelle dedicate ai Caduti a quelle religiose, come la cappella alla Madre Italiana nella Chiesa di Santa Croce a Firenze.
Il CeDACoT ambisce a diventare un prezioso strumento per gli studiosi della materia, con un archivio dinamico 4.0, improntato principalmente sulle raccolte digitali, ma anche un importante veicolo di divulgazione e confronto verso una materia troppo spesso sconosciuta ai più, ma che - come sottolinea il Prof. Godoli: «vale la pena conoscere a fondo per poterla apprezzare, perché riguarda il paesaggio di tutti noi e come tale va raccolto e valorizzato».
Redazione
L’incontro si terrà, a partire dalle ore 16:00, presso la Sala del Grillo del Parco di Pinocchio - Collodi. Dopo l'introduzione, a cura del Presidente della Fondazione Collodi, Pier Francesco Bernacchi, seguiranno gli interventi di Loredana Marrapodi, Presidente della FIDAPA di Montecatini Terme, di Carla Papini, Presidente dell’Associazione Amici di Pescia, di Renzo Ciofi del Centro Studi Sicurezza Urbana, e di Daniela Marcheschi, Presidente dell’Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini.
Di seguito il programma completo:
• Ore 16:00 introduce Pier Francesco Bernacchi, Presidente della Fondazione Nazionale Carlo Collodi
• Ore 16:20, Loredana Marrapodi, Presidente FIDAPA Montecatini Terme, Dal paese dei balocchi .....al ritorno a casa. La fata accompagna il percorso
• Ore 16:40, Carla Papini, Presidente dell’Associazione Amici di Pescia, "Quanto siete buona, Fata mia"..."e quanto bene vi voglio!" (XVIII)
• Ore 17:00, Renzo Ciofi, Centro Studi Sicurezza Urbana (CSSU), La condizione femminile in Italia in rapporto alla Costituzione
• Ore 17:20, Daniela Marcheschi, Presidente dell’Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, Consigliere della Fondazione Nazionale Carlo Collodi,
• Ore 17:40, Dibattito - Segue Cocktail.
Sempre in questa occasione verranno presentati i tre eventi che segnano l’apertura della stagione 2018 del Parco di Pinocchio e dello Storico Giardino Garzoni:
• Ore 15:00, presso lo Storico Giardino Garzoni, inaugurazione della mostra “1968 – 2018 percorsi d’arte” di Giampiero Poggiali Berlinghieri;
• Ore 15:30, presso il Museo del Parco di Pinocchio, inaugurata della mostra “ETEGAMI” alla presenza di Umberto Donati, Segretario Generale della Fondazione Italia Giappone che l’ha realizzata, con il Patrocinio del Ministero degli Esterialle;
• a seguire verrà inaugurata l’esposizione della scultura Pinocchio in alabastro di Antoaneta Dzoni.
La mostra di Poggiali Berlinghieri
La mostra 1968-2018 – Percorsi d’arte di Giampiero Poggiali Berlinghieri, 23 tra dipinti e pittosculture che toccano, in modo esemplare, alcuni momenti della lunga e sempre rinnovata ricerca del maestro fiorentino, relativa alle situazioni della forma nello spazio e dello spazio/forma.
Si comincia dal Paesaggio del 1968, opera tra le prime della sua nuova visione astraente dello spazio/ambiente, scomposto in tasselli ondulati di recupero dal Secondo Futurismo, segnatamente i maestri ideali Balla e Depero le cui lezioni saranno leggibili in filigrana nell’intero sviluppo del suo lavoro. Si finisce con due variazioni dei Riflessi ambientali del 2018 – un ciclo, dunque, in atto –, dipinti nei quali lo spazio è luogo proiettivo di filamenti, strie, chiazze, nuclei, presenze biomorfe o vagamente zoomorfe, comunque vitali. Sono morfemi ai quali Poggiali Berlinghieri affida il compito di significare l’intima correlazione tra la vita e l’ambiente, nell’arco che va dall’imo della materia al profondo dello spazio cosmico abitato dall’uomo, nel senso che ad esso l’uomo appartiene e ad esso accede con i suoi strumenti.
Tra i due poli di mezzo secolo di ricerca, si registrano le colonizzazioni del New space “edificato” degli anni Settanta e oltre, qui un Iperspazio urbano (1979) tra medioevale e futuribile; quindi le germinazioni ed enucleazioni organiche dei Germogli, le proiezioni spaziali ovvero le Eclissi, le Impronte di memoria, gli Orizzonti degli eventi degli anni Ottanta, le Transation dei Novanta. Cicli tutti sviluppati come forma pittorica astraente, alla quale dallo scorcio degli anni Ottanta si affianca il capitolo della pittoscultura, che diverrà sempre più importante nel suo lavoro.
Nella concreta terza dimensione, qui rappresentata dal bellissimo Sultano e Minareto del 2001 e da Alien del 2015, sotto specie anche di installazioni e di “strutture” interattive (cinetiche luminose sonore), Poggiali si concentrerà soprattutto sull’ipotesi progettuale, diciamo pure la poetica utopia d’un Habitat nel quale la natura e la tecnologia, l’arte e la scienza concorrono armonicamente a edificare lo spazio d’un mondo nuovo, di equilibri e di integrazioni creative.
Le 23 opere di questa mostra saranno tutte acquisite dalla Fondazione Collodi, aggiungendosi alle numerose già in essa depositate, a documentare, in pratica, tutti i momenti del percorso di Giampiero Poggiali Berlinghieri, questo inventivo e fecondo maestro della ricerca visiva più vivace e godibile dagli anni Sessanta in Toscana che non poteva trovare collocazione più felice dell’istituto animato dallo spirito di Pinocchio.
Etegami
Per presentare al pubblico l'Italia raccontata e ricreata attraverso gli occhi animati da una vivace creatività dei ragazzi giapponesi, la Fondazione Nazionale Carlo Collodi ha promosso una particolare mostra al Museo del Parco di Pinocchio che si aprirà al pubblico dal 24 febbraio al 3 aprile.
Il Presidente della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, Pier Francesco Bernacchi, insieme al Segretario Generale della Fondazione Italia Giappone, Umberto Donati, hanno voluto ricordare come nasce questa particolare mostra i cui autori sono bambini giapponesi.
La mostra - frutto della collaborazione tra l'Istituto Italiano di Cultura a Tokyo, la Fondazione Italia Giappone, l'Ente Nazionale Italiano per il Turismo, l'Associazione Giapponese Etegami e Alitalia-Italia Tours - è la realizzazione del “Progetto Etegami”, uno degli eventi che hanno caratterizzato “Italia in Giappone 2001/2002”, la più grande ed articolata rassegna di promozione dell’Italia all’estero.
L'idea è stata quella di invitare i bambini giapponesi ad inviare all'Istituto Italiano di Cultura degli Etegami, cartoline postali illustrate a mano tradizionali del Giappone, sulle quali avrebbero dovuto disegnare l'Italia secondo la loro fantasia. Hanno risposto all'invito 25.000 studenti di 2.565 scuole elementari e medie. I disegni pervenuti forniscono immagini curiose e suggestive della loro idea del nostro Paese, realizzate con tecniche che ci rimandano alla tradizione dei manga, i "disegni in libertà" che hanno dato vita ai famosi fumetti giapponesi. E della vita e della cultura italiana come la musica o la cucina; una sezione è interamente dedicata a Pinocchio.
Redazione
Il tema politico si conferma vincente e "Papaveri Rossi" ai aggiudica così il primo posto del Carnevale di Viareggio di quest'anno.
Per la seconda categoria, primo posto per "Satisfaction" di Luca Bertozzi, per le mascherate di gruppo "La natura siamo noi" di Giampiero Ghiselli e Maria Chiara Franceschini, mentre per le mascherate isolate ha vinto "Al cospetto del sig. Ego ovvero la grande abbuffata di social di Matteo Ricci".
L'edizione 2018 del Carnevale di Viareggio si è chiusa con i conti in attivo. Sotto la pioggia si è svolto l'ultimo corso in notturna in programma ieri e anticipato di quindici minuti rispetto all'orario previsto delle 17, proprio a causa del maltempo.
Redazione
Nella collezione dei mammiferi sono compresi sia quelli appartenenti alla collezione storica del Museo che quelli frutto della recente acquisizione della collezione Barbero.
L'allestimento, si spiega dall'ateneo pisano, «ha richiesto lunghi mesi di lavoro, in particolare per il delicato restauro degli esemplari storici, molti dei quali risalenti alla prima metà dell'Ottocento, e per lo studio della collezione stessa, che comprende specie rare e ad alto rischio di estinzione».
Redazione