Sabato pomeriggio, all’Istituto San Michele in Piazza Matteotti, si è tenuta la premiazione del concorso di Food Art organizzato da CoopPescia col patrocinio del Comune cui hanno aderito tutte le scuole del territorio di ogni ordine e grado, incentrato sulla prevenzione dello spreco alimentare. Si è proposto ai ragazzi di creare opere d’arte utilizzando cibi scaduti o avanzati, quindi destinati alla spazzatura. Tutti gli elaborati sono stati esaminati da una giuria composta da giornalisti, insegnanti e alcuni studenti dell’Istituto alberghiero di Montecatini. Sette in tutto le opere premiate. Tre per la sezione classica rappresentata da fotografie, tre per la sezione speciale nella quale sono confluiti anche video, disegni, poesie e racconti e un premio speciale conferito dai soci Coop. Quest’ultimo, rappresentato da un buono scuola del valore di 30 euro, è stato attribuito ad alcuni bambini della scuola primaria di Valchiusa che hanno realizzato un’opera dal titolo: “La biennale di nuovo in Valchiusa”. Lo stesso buono scuola è stato attribuito al terzo classificato di entrambe le sezioni: “A scuola con le facce toast” dell’Istituto Marchi (sezione speciale) e a “Marilyn Monroe in versione Arcimboldo” dell’Istituto comprensivo Libero Andreotti. I secondi classificati hanno ricevuto una stampante: l’opera “Pinocchio” realizzata da IoannaLucaci dell’Istituto Lorenzini (sezione speciale) e all’opera “Un mare di avanzi” di Giacomo Pisani della scuola primaria di Collodi. Infine, una macchina fotografica è stata conferita al primo classificato in entrambe le sezioni: i video “Una vita di spreco” e “Food Miles” realizzati dagli studenti dell’Istituto Sismondi-Pacinotti (sezione speciale) e l’opera “Campo di peperoni” di Davide Ravallo della scuola primaria di Collodi.
Il fioreèl’elementobello per antonomasia, ma raramentesiconsideracheèanchebuono. Sì, esistonodecine e decinedifioricommestibili, ma raramentevengonoutilizzatinellepreparazioniquotidiane, ad eccezione del miticofioredizucca o diqualchemarmellata con ilfioredisambuco. Eppurece ne sonotanti, tantialtri: vistoche la primaveraèalleporte, perché non variare la propriadieta con i petaliprofumatideifiori? Ecco 10 fioridamangiare.
Robinia: i fiori bianchi che crescono a grappoli dall’albero della robinia (o pseudoacacia) sono puro nettare. Si possono consumare crudi aggiungendoli ad insalate per una nota dolce, o alle macedonie di frutta, ma si possono anche friggere in pastella nel loro grappolo creando delle frittelle dolci incredibilmente buone.
Violetta: i profumatissimi fiorellini sono ideali per decorare torte e pasticcini, ma anche da aggiungere ai muesli col latte, alla macedonia o alle insalate da crudi. In alternativa, si possono candire, usare per confetture o, udite udite, per arricchire un piatto di pesce leggero come la sogliola al burro.
Tulipano: ebbene sì, i petali dei tulipani sono commestibili. Sorprendete gli ospiti con petali di tulipano fritto da servire come antipasto, magari alternati alle foglie di salvia: basterà creare una pastella da frittura con farina e birra, immergere i petali con molta delicatezza, friggere e salare.
Calendula: i petali arancioni della calendula possono essere l’ingrediente base di un originale risotto, ma anche condire la pasta (con un semplice aglio e olio), avendo cura di aggiungere i fiori a fine cottura perché si scottino appena. In alternativa, una frittatina alla calendula è un modo particolare di servire le uova.
Bocca di leone: la forma si presta a preparazioni fantasiose. Potete per esempio riempirle con una crema di formaggio spalmabile o ricotta, aromatizzato con erbette, e servirle adagiate su crostoni di pane caldo. Oppure utilizzatele come ingrediente per una torta salata, magari assieme allo stracchino.
Camomilla: non suona strano perché ci si fanno gli infusi, ma il fiore di camomilla si può usare anche in altre preparazioni, come ad esempio le insalate, nel pesce cotto in modo semplice come alla griglia o al vapore, o anche aggiungendone una manciata al brodo per dare un tocco dolciastro e delicato (e rilassante).
Rosa: anche questo fiore è risaputamente commestibile, ma oltre al classico risotto alle rose, stupite gli ospiti con una padella di gamberetti saltati a cui aggiungere petali di rose sul finale: rimarranno a bocca aperta.
Garofano: come altri fiori si presta bene al risotto, ma se ne tritate i petali e li aggiungete ad un semplice soffritto di olio, aglio e peperoncino potete condire una originale spaghettata, velocissima e colorata.
Primula: la frittata con le primule è davvero una chicca, e anche con questo fiore il risotto promette molto bene. Ma i petali di primula si prestano benissimo anche ad essere aggiunti alle verdure cotte come la bietola, la cicoria, gli spinaci.
Geranio: profumatissimo, il geranio si presta alla preparazione di una bellissima frittata colorata, oppure può andare a creare un particolare aperitivo, mescolando della ricotta, un trito di prezzemolo e petali di geranio, sale e pepe, da servire su barchette di foglie di indivia.
Nella giornata di domenica 9 marzo a San Quirico di Valleriana, frazione del comune di Pescia (PT), si terrà la Sagra del Neccio, giunta quest'anno alla 46ª edizione. La sagra è un'ottima occasione per visitare lo splendido borgo medievale di San Quirico, immerso nel verde della cosiddetta Svizzera Pesciatina, facente parte della Montagna Pistoiese. Negli stand gastronomici, allestiti nella centrale Piazza Garibaldi, si potranno gustare i tipici necci, cioè crêpe di farina di castagne, farciti con ricotta, Nutella o formaggio. Gli stand rimarranno aperti nel pomeriggio, dalle 14:00 alle 19:00.
Leggerezza, semplicità e legame con ilterritorio. Sonoqueste le trelevesucuipunterannogli chef stellatiquesto San Valentino: verdure, pesce e fruttatrionfanosulletavoledegliinnamorati. Per il 14 febbraiogli chef italianiconsiglianodiutilizzareprodottistagionali e diqualità, legatiallatradizione e rigorosamente made in Italy. Indicazioni per la “mise en table” dellafoodblogger Paola Sucato
Altrochecibimoltospeziati e con aromi pesanti.Quest’anno sulletavoledegliinnamoratitrionfanopiattisemplici e genuini, preparati con ingredientinaturali e menosofisticati, adatti a tutti i tipi diinnamorati, daipiùgiovani a quellipiùmaturi. Secondo 8 chef stellatisu 10 (79%) quest’anno a San Valentino vinconotradizione e ricetteregionali, realizzate con prodottilegati al territorio - come carciofi, cavolfiore, ma anchemelograno e gamberi - preferiti alcaviale e ostriche e riconosciuti come alimenti ad alto contenutoafrodisiaco. A San Valentino quest’annotrionfa, quindi, la tradizioneculinariaitaliana, con i suoisaporiantichi ma rassicuranti e con ingredientisemplici e senza tempo. Gliingredientipiùindicatidagli chef? Carciofi (62%), gamberi (57%), verza (55%), fragole (51%), legumi (47%), cavolfiore (44%), perchésonoprodotti con un saporefacilmentericonoscibile (51%), legati al territori o diprovenienza (48%), capacidistimolare la fantasia (35%).
E’ quanto emerge dauno studio promossoda“Polli Cooking Lab”, l’Osservatoriosulletendenzealimentaridell’omonimaaziendatoscana, condottoattraversointerviste a 110 illustri chef nazionali per approfondirequalesarà la tendenza a tavola per questo San Valentino.
L’approcciodegli chef al San Valentino èdiversodiregione in regione: quasi 6 su 10 (58%) proporranno un menùspecifico, con percentualipiùaltechesiregistrano in particolare al Nord (64%). Uno chef su 3 (31%) non punteràsull’effetto “San Valentino”, immaginandochequest’annomoltecoppiedeciderannodiorganizzarsi a casa o preferirannoandare al cinema. Qualisono le caratteristicheprincipali per ilperfetto“menùdegliinnamorati”?Leggerezza (45%), semplicità (37%) e legame con ilterritorio (34%), in linea con le richieste in cucina e le aspettativedapartedellecoppieinnamorate.
ArcangeloDandini, responsabile chef del ristorante“Arcangelo”di Roma, ciillustra i suoiconsigli per questo San Valentino. “Il melograno, fin dall'antichità, èstatoconsideratoilsimbolodell’eros, del proibito. Qualemomentomigliore per esaltarloche la festadegliinnamorati? Ioinizierei con unainsalatadimelograno e orzoperlato, continuerei con unavellutatadicavolfiore, caramello al cumino e polveredicaffè. Proseguirei con un risotto, riccidi mare, pomodoroconfit e ricotta, poi deicrostacei, deigambericotti in un brodoallavaniglia e pepebiancoabbinati a dellepuntarelle in insalata con carcioficrudi. Concluderei come dessert con un belcioccolatobiancoliquido, capperi, zenzero e olio evo, a cuisipuòabbinareilsuccodimelograno per richiamare l'apertura.”
Qualisono i prodottipiùutilizzatiper la realizzazione del menùdi San Valentino? Ai primipostitroviamocarciofi (62%), gamberi (57%), verza (55%), fragole (51%), legumi (47%), cavolfiore (44%) e spezie (44%). Prodottiitaliani, classici, ma checombinati in manieracreativastimolano la fantasia e possonodareuncontenutoaltamenteafrodisiaco.
Per quasi 8 chef su 10 (79%) la tavoladegliinnamorati per questo 2014 saràall’insegnadellatradizioneregionaleculinariaitaliana. Unatendenza in linea con quellacheè la filosofiadimolti chef italiani, legati al proprioterritorio. E’ questoilcasodiAurora Mazzucchelli, chef stellato del ristorante“Marconi”di Bologna. “San Valentino èunafestamoltosentita a livellodiristorazione. I piatti in tendenzadevonoessereabbastanzaleggeri, buoni e belliesteticamente. Punteròprincipalmentesupesce e verdura, sempre in un contestodistagionalità e forte legame con ilterritorio. Partirei con un antipasto dipesce, dove non mancano le olive e i capperi come contorno, per poi passare ad una pasta frescaall’uovo, con ripieni al formaggio, al pesce, oppure gnocchi, evitando paste pesanti. In alternativa, consigliereiunavellutatadizucca, adatta al periodo, gnocchettinidiparmigiano o dipatate con delle verdure dentro, o anchedellezuppedicavolonero e patate”.
Come preparare la tavolail 14 febbraio?“Il San Valentino dovrebbetrovaremoltopiùspazioall’internodella casa o comunque in un ambientefamiliare per almeno un membrodellacoppia. Per riscoprireunacertaintimità – afferma la foodblogger Paola Sucato - ancheglioggetti a tavoladevonoavere un valoreintimo e sentimentale: fiori, candele, profumispeziati e dellabuonamusicadifondo non possono non mancare. La tavola, siaessacircolare o rettangolare, ha bisognodivedervalorizzati i due posti, giocando con le lucied i colori, soprattuttoilrosso”. Alcuneideeparticolari?“Sorpresa, intimità e romanticismovannoriscoperti – prosegue la Sucato - consiglioquindidiprepararsigiàdaora con unaseriedioggetti: daidolci al cioccolato o a forma dicuore, dalletovaglieparticolaricherichiamanoilconcettodicoppia, tuttodeveessereimprontatosullasorpresa e sullariscopertadell’intimità”.
A trionfaresulletavoledegliinnamoratisaranno, quindi, iprodotticlassici del Made in Italy, diversi a secondadelletradizioniculinariechevarianodiregione in regione, accostati e rivisitati per l’occasione, ancheda un puntodi vista esteticoperché, secondogli chef, i prodottiitalianihanno un saporefacilmentericonoscibile (54%), sonorassicuranti (49%) e, per l’occasione, capacidistimolare la fantasia dicoppia (36%).
Menodi un meseall’inaugurazionediAnteprimediToscana, l’eventocheuniscetutte le anteprime in un unicocartellone. Si iniziail 16 febbraioallaFortezzadaBassodiFirenze con la quartaedizionedi Buy Wine (Firenze, 16-17 febbraio 2014), workshop internazionaleorganizzatodall’AgenziaregionaleToscanaPromozione per favorirel’incontrotra la Toscana del vino e il trade internazionale. 258 i produttoripartecipanticheincontreranno 296 buyer stranieri per due intense giornatedicontrattazione. Sempreil 16 febbraioallaFortezza, per la prima voltanellastoriadell’enologiaregionale, siterranno le anteprimedelledenominazioniemergenti: ValdarnodiSopra Doc, Carmignano, Bolgheri, TerraticodiBibbona, Elba, Val diCornia, Montecucco, MorellinodiScansano, Cortona, Chianti e sue sottozone (Chianti Collisenesi, Chianti ColliFiorentini, Chianti Rufina).
Nato nel 2009, Buy Wine si sta consolidando sempre di più, a livello internazionale, come punto di riferimento per il trade internazionale interessato al vino toscano, come dimostra l’incremento del 40% delle presenze di buyer esteri rispetto all’edizione 2013. Una compagine di 296 operatori provenienti da 33 paesi cheallaFortezzadaBasso potranno degustare e ordinare i vini delledenominazioniemergenti toscane. Un patrimonio enologico rappresentato a Buy Wine da 258 produttori provenienti da quasi tutte le province della regione. Guidano la classifica per territorio Firenze e Siena, rispettivamente con 81 e 80 aziende, seguite da: Grosseto (36), Livorno (21), Arezzo(17), Pisa (8), Lucca (7), Prato (5) e Pistoia (3).
Nell’edizione 2013, si sono tenuti a Buy Wine 5760 incontri B2B per un giro d’affari, stimato, di 860 mila euro.
Concluse le contrattazioni della Fortezza, Anteprime di Toscana si estenderà all’intero territorio toscano e alle anteprime dei consorzi toscani storici: Vino Nobile di Montepulciano, Vernaccia di San Gimignano, Chianti Classico e Brunello di Montalcino.
L'Hermitage**** Biohoteldi Madonna diCampiglio, mantieneilprestigiosoriconoscimentodellaGuida Michelin con Nicola Larea, chef rivelazione. Al Patron GiacominoMAffei i complimenti per ilfiutonelloscegliere i suo chef. Con i suoi 30 annièunodeipiùgiovani chef stellati del panorama nazionale. L’altoatesino Nicola Laeraconquista la sua prima stella Michelin e conferma la tradizionedellaStube Hermitage del Biohotel Hermitage**** di Madonna diCampiglio (TN) chesifregia del prestigiosoriconoscimentodal 2008.
Il binomiovincente
Daunaparte la tradizionedellaStube Hermitage, ristorantestellatodal 2008, quandoancora a Campiglionessunaltroristorantevantava un riconoscimentotantoprestigioso. Dall’altral’entusiasmodi Nicola Laera, classe 1983, creativo ma amantedeiprodottilocali, da fine 2012 executive chef del Biohotel Hermitage e dellaStube Hermitage.
Un binomiovincentechesiècostruitogiornodopogiorno, con slancio e passione, fiducia e stimareciproca.
Ancoraunavolta la famigliaMaffei ha seguito la suaintuizione e ha fattocentro! Ha creduto in uno chef moltogiovane, dandoimportanzaallasuaesperienza, ha creduto in un ritornoallagastronomialegata al territorioaltoatesino, tradizionale e insiemecreativa. Primo ristorantestellatodiCampiglio, dal 2008 ad oggi, la Stube Hermitage ha datolustroallasua terra e ha segnatounavera e propriasvolta per la gastronomia locale. Sonoinfatti 3 i ristorantistellatidi Madonna diCampigliooggi: oltreallaStube, Il Gallo Cedrone e ilDolomieu.
Lo chef rivelazione
Purgiovanissimo, Nicola Laeravantaunacarrieralunga ben 6 anni come Sous Chef di Norbert Niederkhofler, venutadopounaseriediesperienzetutteitaliane e tutte in alta quota, nellasua terra d’origine, l’AltoAdige. E propriodallasua terra nataleilgiovane chef amaricavare i prodottifreschi e gliingredientidistagionecheentranonelle sue ricette. Dalsuo maestro, Laera ha preso la passione per gliingredienti del territorio, minuziosamenteselezionati in prima persona, allaricercadiqueidettaglicherendonounicoilpiatto. Appassionatodellamateria prima, la suacucinaèun’incessantesperimentazionedinuoviabbinamenti e accostamenticulinari. Il risultatoèunagastronomiadalsaporeschietto e deciso, chesacontinuamentestupireilpalato. Unacucinacheparla del territorio, senza per questorimanereimprigionatanellaretoricadellatradizione.
Charmeautentico
FortementevolutadalcapofamigliaGiacominoMaffei, la Stube Hermitage offre un ambientecaldo e accogliente, raffinato e allostesso tempo autentico. Ricavatadaunastubeoriginaledeiprimianni del ’900, rispecchia lo stile elegante e familiaredell’hotel, la filosofianaturalechestaalla base dellabioarchitettura e l’estremacura del dettaglio, affidata al buon gusto dellamoglieEdda.
OltrechenellaStube Hermitage, la cucinadello chef Nicola Laerasipuòdegustareanchenelristorantedell’hotel, a disposizionedegliospiti, naturalmente in piatti e creazionidifferenti. Sempreaperto, sia a pranzoche a cena, con unaproposta“chilometro zero”, un percorsoscanditodallestagioni, dal sole chepuntualeillumina la salaattraverso le ampievetratesullemontagne, panorama chedàl’ideadiesseresospesitra la terra e ilcielo. A disposizionedegliospitiil menu gluten free e quellovegetariano, con ampiasceltadipiattiricercati; non mancaunariccapropostatuttarivoltaai bambini, per accontentareanche i gustipiùdelicati!
C’èuna data che ha messod’accordo i protagonisti: domenica 8 dicembre a cena. La disfidadellefrattaglietraFirenze e Luccasifarà con -cinquecuochicontrocinque-.
Il precedenteincontro del Serendepico in provinciadiLucca due anni fa, avevalasciato un conto in sospesofra le cucinedei due capoluoghicheoraaspettadiessereonorato.
Questaè la versioneFiorentina la versioneUniversale e cheLucca ha vinto.
La disfidasiterrà in territorioneutrale, a metàstrada, a Serravalle Alto, in provinciadiPistoia. A ospitarlasarà lo Sciatò, ilRistoranteguidatodaMassimoNeriche, grazie allacucina a vista renderò lo spettacolopeilpubblicoancorapiùemozionante.
Al resident chef spetterannol’onore e l’onerediservireilpiattodibenvenuto e introdurrecosì i dieci chef, per un totaledi 11 portate.
Per FirenzecucinerannoGiovannaIoriodelleMurate, Beatrice Segonidel Bsj, MatteoLorenzinieTommasoVermidelleTreLune, Vito Mollica del Palagio del Four Seasons e ilcaposquadraLuca Caidel Magazzino.
Per LuccainveceCristiano Tomeidell’Imbuto, ilcaposquadraDamianoDonatidiVignaIlaria, ChiaraGambacorti e Betty Gemignanifattoria la Torre, GaioGiannelli del PozzodiBugia e Andrea Mattei La Magnolia Hotel Byron.
Suipiattic’èancorailpiùstrettoriserbo, in base al temasisasoltantochesarannofrattaglie, senzaaltreindicazione.
I vinisarannocompresi e anchequellisceltitraFirenze e Lucca, in attesadelleultimeconfermepotrebberoessere due distrettibiologici e biodinamici.
Il prezzodellaserataèdi 50 euro a persona comprensiveappuntodi 11 portate e i vini. A decretareilvincitoresarà la giuriamistapresiedutada un grande gourmet super partes. Cinquanta circa i postidisponibili.
Dal 22 al 24 novembre a CarraraFiere "MondoPesca" con molteiniziative per il weekend dellapesca: showcooking, selezionideimigliorivinidapesce, sfidetra chef, unagrandemostramercato e momentidiapprofondimentotecnico. Ristorazione e “rete”chepassadaColdiretti con ilprogettodirilanciodeipescherecci del Mar Tirreno.
Sfidetra le ricettedegli chef “stellati”diCampagnaAmica, showcookingd’autore, un grandemercato a km zero di mare e di terra, la secondaedizionedellaselezionedeimigliorivinidapesce e momentidiapprofondimentotecnico per addettiailavori: ImpresaPescaColdirettimette al centro del SalonedelleAttrezzatureedEquipaggiamenti per la pescaprofessionale, sportiva e amatoriale e delleproduzioniittichenazionali in programmadal 22 al 24 novembre a CarraraFiere, la marineria del Mar Tirrenoedilprogettodirilancio e valorizzazione del pesceazzurroattraverso la ristorazione e la retedivenditadiCampagnaAmica.
Per ilsecondoannoconsecutivoImpresaPescaColdiretti (info su www.toscana.coldiretti.it), l’associazionedipescatoricheraduna i pescherecci del nostropaese, attraccaneipadiglionidiCarraraFiere, a Marina diCarrara (Ms) con un carnet diiniziativeedappuntamentirivolti al grandepubblicochehannol’obiettivodi far scoprire (o riscoprire) le ricette a base dipescedellatradizionetoscana, l’impiego del pescepovero in cucinainsiemeallestraordinarieesperienzedi mare deicapitanidellanostraflotta.
Nei primi dieci giorni di luglio l'ICQRF ha controllato circa 5 milioni di chilogrammi di olio e sequestrati prodotti per un valore di 10,3 milioni di euro. Lollobrigida: «Tolleranza zero contro chi non rispetta le regole».
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Il Consiglio dei Ministri approva definitivamente il decreto attuativo della legge delega sul florovivaismo. Lollobrigida: «Diamo finalmente al settore le regole e la centralità che merita».
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Dopo la cabina di regia sul Mercato dei Fiori, Simone Bertini assicura che lavori e rendicontazioni di RENDIAM procedono secondo programma. Il progetto, nato per superare le criticità di sicurezza del MEFIT, ha poi ottenuto il sostegno del Masaf annunciato dal sottosegretario Patrizio La Pietra con...