In Episcopio la conferenza stampa con il vescovo Fausto Tardelli, il vicario generale mons. Alberto Tampellini, l’arcidiacono del Capitolo mons. Amleto Spicciani e il bibliotecario capitolare cav. Paolo Vitali

 

Si è tenuta ieri in Episcopio, a Pescia, la conferenza stampa di presentazione del percorso che condurrà la diocesi alle celebrazioni del trecentesimo anniversario della sua costituzione, avvenuta il 17 marzo 1727.

A illustrare il significato dell’anniversario e le prime linee del programma sono stati S.E. mons. Fausto Tardelli, vescovo di Pescia, mons. Alberto Tampellini, vicario generale, mons. Amleto Spicciani, arcidiacono del Capitolo della Cattedrale, e il cav. Paolo Vitali, bibliotecario capitolare.

Nel suo intervento introduttivo, il vescovo Tardelli ha ricostruito il lungo cammino storico ed ecclesiale del territorio pesciatino, ricordando come questa porzione di Valdinievole abbia goduto di una propria autonomia già dal 1519, quando fu separata dalla diocesi di Lucca e configurata come prelatura nullius, cioè un territorio ecclesiasticamente autonomo, direttamente soggetto alla Santa Sede.
Un assetto originale, ha sottolineato il vescovo, che per circa due secoli ha segnato in modo peculiare la storia religiosa e civile di Pescia, fino al passaggio decisivo del 1727, quando papa Benedetto XIII elevò Pescia a diocesi a tutti gli effetti, assegnandole un proprio vescovo.

Il trecentesimo, ha spiegato mons. Tardelli, non vuole essere una celebrazione rivolta soltanto al passato, ma un’occasione per riconoscere quanto questa presenza episcopale abbia significato per la crescita del territorio, della comunità cristiana e dell’identità locale. Un anniversario che si pone anche in continuità con le iniziative che nel 2019 avevano ricordato il cinquecentenario della prelatura.

Sul valore ecclesiale e culturale delle celebrazioni si è soffermato anche il vicario generale mons. Alberto Tampellini, che ha richiamato il tema delle radici come elemento essenziale per consolidare l’identità di una comunità. Fare memoria della storia, ha osservato, non significa fermarsi a una rievocazione del passato, ma acquisire maggiore consapevolezza del presente e degli scenari futuri.
Da qui la scelta di annunciare il percorso con un anno di anticipo: un tempo utile per coinvolgere il territorio, aprire un confronto sul significato dell’anniversario e costruire una celebrazione capace di parlare alla vita concreta della Chiesa e della società locale.

Mons. Amleto Spicciani ha evidenziato, dal canto suo, la necessità che il trecentesimo sia accompagnato da un serio lavoro di ricerca storica e da un adeguato sostegno alle iniziative culturali. In particolare, ha richiamato l’importanza di approfondire il significato civile e giuridico del riconoscimento di Pescia come città, avvenuto alla fine del Seicento, e il valore che questo passaggio ebbe nel successivo approdo alla dignità di sede vescovile.
Spicciani ha anche ricordato il patrimonio di studi già avviato negli anni passati, auspicando che il nuovo anniversario possa diventare l’occasione per rilanciare pubblicazioni e ricerche sulla storia della diocesi.

A tracciare una prima linea di programma è stato quindi il cav. Paolo Vitali, che ha illustrato alcune iniziative in fase di elaborazione per il 2027. Tra le proposte emerse, una tavola rotonda con studiosi e storici, una solenne celebrazione pontificale nel giorno anniversario del 17 marzo, una mostra documentaria nella Biblioteca capitolare con l’esposizione di testi, documenti e materiali legati al passaggio da prelatura a diocesi, oltre alla richiesta di poter esporre, se possibile, anche l’originale della bolla pontificia conservata a Firenze.
Allo studio anche un concerto in cattedrale, un percorso di valorizzazione della figura del patrono secondario Sant’Allucio, e ulteriori iniziative dedicate alla memoria dei vescovi che si sono succeduti alla guida della diocesi in questi tre secoli.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre sottolineato come il progetto dovrà coinvolgere, accanto alla diocesi, anche il Comune, l’Archivio di Stato, le associazioni culturali, le fondazioni e l’intero territorio diocesano, perché il trecentesimo non riguardi solo la città di Pescia ma l’intera comunità ecclesiale e civile che attorno ad essa si riconosce.

L’annuncio di ieri segna dunque l’inizio di un cammino di preparazione che accompagnerà la diocesi verso una ricorrenza di particolare rilievo: trecento anni di storia episcopale da ricordare non come semplice memoria celebrativa, ma come occasione di riflessione, conoscenza e progettazione per il futuro.

 

Andrea Vitali – © Pistoia.Valdinievole.News, riproduzione riservata – 25/03/26

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