Nella rubrica Visite d’atelier, il percorso di Gianfranco Bonelli tra pittura, insegnamento e vita di comunità a Massa e Cozzile.
Per la rubrica Visite d’atelier, il viaggio entra nello studio di Gianfranco Bonelli, al piano terra della casa di famiglia a Massa e Cozzile. L’atelier affaccia su una strada piccolina, vicino al circolo del paese. In quello stesso spazio, secondo i ricordi del borgo, veniva parcheggiato il carro a cavalli della Misericordia. Oggi è il luogo in cui Bonelli lavora ai suoi dipinti, tra oli e tempere, in un ambiente che conserva il legame con la storia familiare e con la vita quotidiana del paese.




Nato nel 1947 e cresciuto a Massa e Cozzile, Bonelli mostra presto una particolare attitudine per il disegno. La sua formazione inizia nel Monastero della Visitazione, che ospitava le monache di clausura e che chiuse storicamente per il calo delle vocazioni. Alcune religiose erano pittrici e proprio lì Bonelli riceve i primi insegnamenti artistici. In seguito frequenta l’Istituto Statale d’Arte di Porta Romana, a Firenze. Nel 1966 supera l’esame di abilitazione all’insegnamento, anche se avrebbe voluto studiare Architettura. Dal 1974 insegna per circa trent’anni tra scuole medie e liceo. Parallelamente lavora come grafico per una tipografia locale di Montecatini Terme, realizzando soprattutto biglietti augurali. Con ironia racconta che quei lavori, molto commerciali e decorativi, “mi faranno andare all’inferno”. Di quella produzione non ha conservato nulla.

Dopo gli anni trascorsi a Firenze per studio e lavoro, Bonelli sceglie di tornare nella casa di famiglia, un palazzotto del XVIII secolo nella piazzetta del paese. Racconta di aver lasciato volentieri Firenze quando, dagli anni Ottanta, la città iniziò a orientarsi sempre più verso il turismo di massa. I genitori gestivano un alimentari-mesticheria. “La bottega della mamma era un teatro”, ricorda Bonelli: tutti passavano, raccontavano, si fermavano. Lui faceva i compiti dietro il banco e ascoltava. Quel luogo, dice, è stato una scuola di vita. Oggi il borgo ha perso molti negozi, ma il circolo resta un punto di riferimento: Bonelli vi è attivo, organizza incontri di storia dell’arte e negli anni ha dipinto le pareti con paesaggi toscani, come trompe l’oeil legati al territorio.



Le opere di Gianfranco Bonelli sono intimistiche e dedicate alla poesia del paesaggio. Tra i riferimenti che Bonelli guarda con ammirazione c’è Jacob van Ruisdael, pittore e incisore olandese del Seicento, considerato tra i maggiori paesaggisti del Secolo d’oro neerlandese. Un riferimento che aiuta a leggere la sua attenzione per la natura, per la luce e per il paesaggio come luogo interiore. Bonelli vive e lavora a Massa e Cozzile insieme al pittore Rocco Normanno, in una casa-studio che unisce ricerca artistica, memoria familiare e vita di paese. Oggi continua a dipingere e a promuovere incontri sull’arte. Per lui l’arte è comunicazione sociale: significa fare qualcosa per gli altri, educare al bello e contribuire a rendere il mondo più sensibile.



Firma: Anne-Claire Budin

