Sette settimane di riprese a Stiappa per il primo lungometraggio di Amelia Nanni, tra memoria familiare, infanzia e rapporto con la morte.
Stiappa diventa un atelier cinematografico
Per sette settimane Stiappa si è trasformata in un set cinematografico. Circa cinquanta persone, tra attori e tecnici, hanno partecipato alle riprese del primo lungometraggio della regista Amelia Nanni, una produzione franco-belga-italiana. Nata in Francia, Nanni ha un legame familiare con il paese: tre dei suoi nonni erano originari di Stiappa, il quarto della valle. Emigrati in Francia nel dopoguerra, i familiari tornavano ogni anno nel borgo, dove Amelia ha trascorso le vacanze dell'infanzia. Dopo gli studi di cinema a Parigi e all'INSAS di Bruxelles, la regista ha scelto proprio Stiappa per realizzare un progetto al quale pensava da tempo. Per questa visita d'atelier, il laboratorio non è una stanza ma un intero paese, con le sue strade, le case, la piazza e gli abitanti coinvolti nella lavorazione del film.


Dalle interviste alla storia del film
Il progetto è cominciato sette anni fa, quando Amelia Nanni è tornata a Stiappa per tre settimane, raccogliendo interviste ai bambini che trascorrevano l'estate nel borgo e agli anziani. Con questi ultimi ha affrontato soprattutto il rapporto con la morte, tema che ha poi sviluppato nella sceneggiatura. Il film racconta l'estate di una bambina in un paese abitato principalmente da bambini e anziani. I più piccoli avviano un'indagine sul malocchio, che secondo una credenza della storia viene portato ogni anno da un vecchio. Attraverso questa vicenda, Nanni ha voluto affrontare il tabù della morte e coinvolgere gli abitanti in una narrazione costruita anche a partire dalle loro esperienze. Alcuni ruoli sono stati scritti appositamente per le persone del paese. Tra le sequenze realizzate figura una cena nel cimitero, alla quale hanno partecipato i residenti: un momento pensato dalla regista come omaggio ai defunti e occasione per condividere la memoria di chi non c'è più.


Il paese dopo le riprese
Con la conclusione delle riprese, Stiappa torna alla propria quotidianità dopo sette settimane di presenza della troupe, da metà settembre ai primi di novembre. Il lavoro proseguirà ora con la preparazione del film, che la produzione intende completare per la primavera, in vista della partecipazione ai festival cinematografici. Tra le possibilità auspicate c'è anche una proiezione al Cinema Splendor, ancora da confermare. Per gli abitanti di Stiappa, le sette settimane di riprese hanno rappresentato un'esperienza fuori dall'ordinario. Anche chi non faceva parte del film ha vissuto da vicino la presenza della troupe. È il caso della piccola Sara, che abita sulla piazza e che, pur senza recitare, si è ritrovata nel cuore dell'azione, osservando ogni giorno il paese trasformarsi in un set cinematografico. Un'esperienza che resterà tra i suoi ricordi d'infanzia. Amelia Nanni ha così riportato nel paese delle proprie origini un progetto nato dai ricordi familiari, dalle testimonianze raccolte e dal desiderio di raccontare il rapporto tra generazioni. Il set è stato smontato, ma le immagini girate a Stiappa entreranno nel lungometraggio, conservando sullo schermo luoghi e volti del borgo.



Anne Claire Budin
© Pistoia.Valdinievole.News, riproduzione riservata – (03/11/26)