Aperto dodici anni fa a Pescia, L’Ornitorinco Atelier è il laboratorio personale di Fabrizio Silei: un luogo di ricerca, gioco e narrazione pensato per diventare comunità.

L’Ornitorinco Atelier, a Pescia, nasce dieci anni fa come progetto preciso: creare uno spazio di sperimentazione continua, ispirato alle antiche botteghe artigiane fiorentine, dove il fare precede il risultato e il processo conta più dell’opera finita. È qui, in via S. Romualdo 1, che Fabrizio Silei ha dato forma a un’idea coltivata a lungo.

Nato a Firenze, cresciuto tra il Chianti e una precoce curiosità per i laboratori dell’Istituto d’Arte, Silei arriva in Valdinievole circa trent’anni fa, quando incontra Francesca. Oggi vive a Castelvecchio, mentre l’atelier di Pescia resta il luogo della pratica, dello studio e della sperimentazione.

Sociologo di formazione, per anni impegnato sui temi dell’identità e della memoria, Silei ha trovato nella scrittura e nell’arte una forma più profonda e libera di indagine sull’essere umano.

L’Ornitorinco prende forma nel 2014, lo stesso anno in cui Silei riceve il Premio Andersen come Miglior Scrittore. È in quel momento che decide di “restituire” qualcosa al territorio, immaginando un luogo che potesse far nascere intorno a sé una comunità educante.

Non una scuola, ma una bottega sul modello di quelle artigiane fiorentine: uno spazio dove si impara facendo, osservando, provando.

Al centro dell’atelier ci sono le tecniche, gli attrezzi, i materiali spesso non convenzionali: carta, cartone, legno, oggetti poveri che diventano strumenti di invenzione.

Silei ama gli strumenti, li conosce, li sperimenta e soprattutto li condivide. Nei suoi atelier a tema – organizzati a Pescia, in tutta Italia e anche all’estero – accompagna bambini, ragazzi e adulti nell’uso consapevole degli strumenti.

Il gioco, per Silei, è una cosa seria. “Perdere tempo” diventa un atto creativo e necessario. Raccontare, disegnare, costruire significa prendere parola, superare paure, dare forma all’esperienza.

“Siamo animali narrativi”, sostiene, e la narrazione – con i bambini, con gli adulti, persino in carcere – è uno strumento potente di cura e consapevolezza.

Negli anni L’Ornitorinco è diventato anche luogo di gruppi di scrittura permanente, corsi di illustrazione, incontri con famiglie.

Sempre restando fedele alla sua natura: non un contenitore, ma una bottega viva, guidata dalla presenza dell’artista.

Un laboratorio che, senza proclami, continua a essere un piccolo presidio di creatività, pensiero e libertà.