L'assemblea della SdS Pistoiese ha confermato la rete dell’emergenza urgenza.

La riorganizzazione dei servizi territoriali alla luce della riforma varata in accompagnamento agli investimenti sulle strutture previsti dal PNRR è stata l'argomento centrale dell'assemblea della Società della Salute Pistoiese che si è riunita questo pomeriggio alla biblioteca San Giorgio di Pistoia. I relatori dell’Azienda USL, oltre al tema dei servizi territoriali, in particolar modo si sono soffermati sulla riorganizzazione dei servizi di emergenza urgenza, per i quali non si prevedono interventi nell’ambito pistoiese, e di riorganizzazione della continuità assistenziale (guardia medica).
La riforma della continuità assistenziale trova in Azienda USL un terreno fertile, in ragione del lavoro compiuto in questi ultimi anni, durante i quali sono state attuate le seguenti misure di intervento: l’attivazione di Centralino unico aziendale (0573.454545), il quale garantisce uniformità di presa in carico ed accesso dell’utenza, assicurando che le richieste siano prese in carico anche quando il medico sia assente dalla postazione di riferimento del cittadino (quando il medico è fuori sede per visita domiciliare e quando il medico è assente, condizione che si è verificata spesso negli anni di piena pandemia); l’adozione di software per tracciamento delle chiamate e cartella clinica, e registrazione vocale delle chiamate. Da questa esperienza è nata la delibera della Regione Toscana 1425 “Riorganizzazione sul territorio regionale toscano dell’attività del ruolo unico di assistenza primaria a ciclo orario e avvio del percorso finalizzato all’attivazione del numero Europeo armonizzato a valenza sociale 116117”, che attiva su questo servizio su scala regionale.
L’Azienda ha lavorato ad un piano di riorganizzazione del servizio ai sensi della DGRT 1425/2022, da presentare alla Conferenza dei Sindaci ed al Comitato aziendale della medicina generale. La proposta è stata elaborata sulla base dei dati di attività, che vedono il 50% delle ore di servizio erogato per la copertura dell’orario notturno (24/8) a fronte di un volume pari al 12% delle prestazioni erogato in quella fascia oraria. L’obiettivo che il piano si pone è quello di spostare una parte dell’orario notturno al diurno, dove maggiore è la richiesta di servizio di cure primarie e dove le ore potranno essere utilizzate per rafforzare la gestione dell’assistenza territoriale per gli assistiti che necessitino di un’assistenza medica avanzata, anche attraverso l’utilizzo di strumenti di diagnostica di I° livello: oncologici e terminali a gestione domiciliare, fragili e/o complessi, cronici, sintomatologie acute di gestione ambulatoriale.
L’Azienda, relativamente al territorio pistoiese, ha presentato la proposta di mantenimento dell'assetto con l’attuale orario di servizio per le sedi di Sambuca Pistoiese, Marliana, San Marcello e Cutigliano.
“L’assemblea della SdS Pistoiese ha accolto con spirito positivo l’illustrazione dei servizi da parte dell’AUSL - ha commentato la presidente della SdS Pistoiese, Anna Maria Celesti, riassumendo il dibattito che ha visto protagonisti gli Amministratori locali -. Si disegna uno scenario di potenziale incremento dei servizi sanitari di prossimità e dei servizi sociosanitari e di conferma della rete dell’emergenza urgenza, che nel territorio pistoiese vanta solidità ed è riconosciuta quale eccellenza nazionale. Per quanto riguarda la riforma della continuità assistenziale, noi Amministratori locali abbiamo consapevolezza della necessità di impiegare le risorse mediche per massimizzare l’erogazione di cure primarie, in maniera tale da aiutare i medici e pediatri di famiglia a svolgere il proprio lavoro potendo contare su servizi ausiliari nel diurno, quando massima è la richiesta – ha aggiunto Celesti -. Siamo al tempo stesso preoccupati che alla riduzione delle ore di impiego notturno possa non fare parimenti seguito l’erogazione di analogo numero di ore in orario diurno, in ragione della necessità di verificare che il personale medico a rapporto orario, in questo momento storico di carenza nel numero di medici, sia di giorno in quantità sufficiente per non lasciare priva di servizi la popolazione, soprattutto se residente nelle aree periferiche, quali quelle della Montagna pistoiese. Ci faremo pertanto latori di istanza nei confronti di Regione Toscana – ha concluso la presidente - affinché i termini dei servizi orari diurni erogabili a seguito di spostamento del lavoro dal turno notturno al diurno siano esplicitati con chiarezza attraverso tutte quelle misure necessarie per averne certezza, a partire dal reperimento del personale retribuito in misura adeguata e incentivante, anche grazie alla revisione dell'accordo collettivo regionale”.

Redazione

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