Il gruppo consiliare scrive alle istituzioni sul futuro del punto nascita e chiede perché per Pescia non sia stata cercata una soluzione analoga a Montevarchi.
La lettera aperta sul punto nascita
Pescia Cambia interviene sul futuro del punto nascita dell’ospedale SS. Cosma e Damiano con una lettera aperta indirizzata alle istituzioni locali e regionali. Il gruppo consiliare, composto da Vittoriano Brizzi, Celeste Vassallo e Roberto Bellandi, d’intesa con l’ex sindaco Oreste Giurlani, chiede spiegazioni sulla situazione di Pescia alla luce delle soluzioni che, secondo quanto riportato nella lettera, vengono valutate per il punto nascita di Montevarchi.
Il testo integrale
LETTERA APERTA ALLA COMUNITÀ DELLA VALDINIEVOLE
PUNTO NASCITA: PERCHÉ A MONTEVARCHI SI CERCA UNA SOLUZIONE E A PESCIA NO?
Al Sindaco di Pescia
Al Presidente della Conferenza dei Sindaci della Valdinievole
Al Presidente della Società della Salute della Valdinievole
Al Presidente della Regione Toscana
All’Assessore regionale alla Sanità
Alla Direzione Generale dell’Azienda USL Toscana Centro
e, per conoscenza, ai Sindaci della Valdinievole
Alla stampa
Cari cittadini della Valdinievole,
la notizia di queste ore sul futuro del punto nascita dell’ospedale della Gruccia di Montevarchi impone una riflessione che riguarda direttamente anche Pescia e tutta la Valdinievole.
La Regione Toscana sta lavorando per cercare una soluzione che consenta di mantenere aperto il punto nascita di Montevarchi. E fa bene.
Secondo quanto reso pubblico, si sta valutando un modello di integrazione con l’ospedale di Arezzo: un’équipe coordinata tra i due presidi, il mantenimento sul territorio dei parti fisiologici e la gestione dei casi più complessi nell’ospedale principale. La Regione ha inoltre sottolineato che, di fronte al calo della natalità, il numero dei parti non può essere l’unico elemento da considerare e che devono pesare anche le caratteristiche del territorio e le distanze dagli altri presidi.
È una posizione che condividiamo. Ma proprio per questo poniamo una domanda semplice e inevitabile:
PERCHÉ UNA SOLUZIONE DI QUESTO TIPO NON È STATA COSTRUITA ANCHE PER PESCIA?
Il punto nascita dell’ospedale SS. Cosma e Damiano fu sospeso dal 1° giugno 2022. Nel 2021 aveva registrato 459 parti. Allora Regione e Azienda sanitaria presentarono la richiesta di deroga e dichiararono pubblicamente che l’obiettivo era il mantenimento e la riapertura del servizio. Furono inoltre indicate le carenze di personale medico, in particolare di ginecologi e pediatri, tra le criticità da superare.
Quella sospensione, però, non si è mai tradotta nella riapertura del punto nascita.
Oggi, vedendo la determinazione con cui per Montevarchi si cercano nuove soluzioni organizzative, riteniamo doveroso chiedere perché la stessa strada non sia stata perseguita fino in fondo per Pescia.
Perché non è stato costruito un modello di integrazione tra Pescia e Pistoia? Perché non è stata organizzata un’équipe unica capace di garantire il parto fisiologico a Pescia e concentrare nell’ospedale principale i casi a maggiore complessità? Perché non si è riusciti a colmare le carenze di personale annunciate come temporanee? Perché una sospensione presentata come provvisoria è diventata, nei fatti, una perdita del servizio?
Non chiediamo di togliere qualcosa a Montevarchi. Al contrario: riteniamo giusto che la Regione faccia ogni tentativo possibile per salvaguardarne il punto nascita.
Chiediamo però che alla Valdinievole siano riconosciute la stessa attenzione, la stessa determinazione e la stessa capacità di cercare soluzioni.
LA VALDINIEVOLE VALE FORSE MENO DEL VALDARNO?
Per noi la risposta è no. E proprio per questo chiediamo alle istituzioni della Valdinievole di assumere un’iniziativa comune.
Chiediamo al Sindaco di Pescia, al Presidente della Conferenza dei Sindaci e della Società della Salute e a tutti i Sindaci della Valdinievole di promuovere un confronto urgente con Regione Toscana e Azienda USL Toscana Centro sul punto nascita e, più complessivamente, sul futuro dell’ospedale SS. Cosma e Damiano.
Chiediamo inoltre alla Regione di spiegare pubblicamente quali differenze tecniche e organizzative rendano oggi praticabile per Montevarchi un modello di integrazione e perché una soluzione analoga non abbia consentito di riportare il parto a Pescia.
Non è una battaglia contro qualcuno e non è una contrapposizione tra territori. È una richiesta di chiarezza, equità e tutela del diritto alla salute.
Il punto nascita di Pescia non apparteneva soltanto alla città. Era un servizio della Valdinievole, delle sue famiglie e delle future generazioni.
La salute non può dipendere dal CAP.
La Valdinievole non può essere considerata un territorio di serie B.
Su questo chiediamo risposte. E chiediamo che la nostra comunità torni a parlare con una voce sola.
GRUPPO CONSILIARE PESCIA CAMBIA
Vittoriano Brizzi – Capogruppo
Celeste Vassallo – Consigliera comunale
Roberto Bellandi – Consigliere comunale
I destinatari della richiesta
La lettera è rivolta, tra gli altri, al sindaco di Pescia, ai vertici della Conferenza dei Sindaci e della Società della Salute della Valdinievole, alla Regione Toscana e alla Direzione generale dell’Azienda USL Toscana Centro. Pescia Cambia chiede un confronto sul punto nascita e sul futuro dell’ospedale SS. Cosma e Damiano.