Il commento del vice sindaco Tridente alla seduta di giovedì scorso della Conferenza Stato–Regioni e il ministro Calderoli.

Nuovo rinvio a Roma
Tridente ci racconta che il Ministro Calderoli è stato nuovamente costretto a chiedere un rinvio sulla nuova classificazione dei Comuni montani, promettendo “una nuova proposta entro una settimana”.
Un ulteriore slittamento che, secondo il vice sindaco, di fatto continua a ignorare le posizioni chiare di ANCI, UNCEM, di molte Regioni e di tantissimi Comuni – tra cui Pescia – che da mesi denunciano una verità semplice: questa riforma è profondamente sbagliata.
 
“Una riforma che esclude”
«È sbagliata perché rischia di escludere invece di proteggere – dichiara il Vice Sindaco con delega alla Montagna, Luca Tridente –.
È sbagliata perché tratta la montagna come un problema da ridurre, non come una ricchezza da difendere».
 
Il nodo delle risorse
Secondo Tridente, risulta quasi offensivo continuare a parlare di “dialogo” e “leale collaborazione” dopo che il Governo ha già dimezzato le risorse del Fondo per la Montagna a disposizione delle Regioni.
«Mentre si tagliano i fondi – prosegue – ci si riempie la bocca di buonsenso e Costituzione, promettendo di “correggere le storture” di un elenco che avrebbe inserito Comuni “non davvero montani” da quasi settant’anni».
 
Meno fondi, meno futuro
«Ma il punto non è fare pulizia in una tabella – sottolinea il Vice Sindaco –.
Il punto è che, con meno risorse e criteri più restrittivi per accedere agli incentivi, il risultato concreto sarà uno solo: meno sostegno, meno servizi, meno futuro per chi vive in montagna».
 
“Tagli non automatici?”
Tridente critica anche l’affermazione secondo cui “il nuovo elenco non comporterà tagli automatici”:
«È una formula burocratica buona per i comunicati, non per i territori.
Quando i fondi sono già stati ridotti, l’autonomia delle Regioni diventa una foglia di fico: si chiede loro di fare miracoli con la metà delle risorse.
È un modo elegante per scaricare le responsabilità e preparare l’ennesima esclusione mascherata da razionalizzazione».
 
La conclusione
«Chi vive in montagna chiede solo di poter restare, lavorare, crescere – conclude Tridente –.
Al Governo c’è ancora chi non vuole capire che la montagna va salvaguardata e incentivata, non esclusa.
Va sostenuta, non messa sotto esame.
La montagna è presidio, identità, futuro: non un costo da limare».
 
 
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