"Senza Fili": Il Paradosso della comunicazione nel Festival

Forte critica ai social media definiti "tritacarne digitali che riducono gli individui a merce".

Il "Senza Fili - Pinocchio Street Festival" sta per aprire le sue porte nell'affascinante e accogliente borgo toscano di Collodi. Tuttavia, insieme all'entusiasmo per l'arte dal vivo, il ricco programma di qualità, emergono complessità nella comunicazione dell'evento. Una contraddizione interessante si palesa tra la critica alle forme di comunicazione digitale e l'utilizzo dei social media come strumento promozionale. Un'affermazione in particolare spicca dal comunicato stampa dell'organizzazione, che definisce i social media "tritacarne digitali" che riducono gli individui a "merce". Questa affermazione risulta incisiva e carica di significato. Tuttavia, come spesso accade, il paradosso non risiede tanto nel mezzo utilizzato, quanto nella direzione e nell'intenzione di chi comunica.

I social media, come TikTok, Instagram, Snapchat, YouTube, Facebook e Twitter, sono diventati canali essenziali per raggiungere le nuove generazioni e amplificare la portata degli eventi, soprattutto, non sappiamo se però questo è il caso,  se si cerca la sostenibilità economica per l'evento e magari delle possibili ricadute sul territorio, coinvolgendo anche la stessa Pescia.

L'organizzazione suggerisce una preferenza per le rappresentazioni teatrali e circensi come forme più autentiche, ma al contempo cerca il coinvolgimento attraverso piattaforme digitali che rappresentano la comunicazione contemporanea. 

Il nome stesso dell'evento, "Senza Fili", suggerisce un doppio significato. Oltre a riferirsi alle rappresentazioni dal vivo senza fili tecnologici, può essere interpretato come un invito a liberarsi dai legami digitali che ci collegano costantemente ai mezzi di comunicazione moderni. Questo dualismo riflette il dilemma che l'organizzazione affronta: cercare di mantenere l'autenticità delle rappresentazioni dal vivo e allo stesso tempo abbracciare le opportunità delle piattaforme digitali, senza esserne schiavi.

In definitiva, il "Senza Fili - Pinocchio Street Festival" è, oltre ad essere davvero un festival molto originale e affascinante, un microcosmo che riflette la complessità della comunicazione moderna. La critica alle forme digitali e l'uso strategico dei social media mettono in evidenza il dilemma di bilanciare tradizione e innovazione nel comunicare di un evento culturale di questo tipo. La sfida consiste nel trovare una coerenza tra la direzione comunicativa e l'intenzione dell'organizzazione, cercando un punto d'incontro tra passato e presente, critica e coinvolgimento. Che il "Senza Fili" possa essere una buona esperienza per tutti, ma con il consiglio di rimanere connessi con giudizio.

Andrea Vitali

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