Visita d’atelier a Pescia: Barbara Disperati racconta un’arte in continuo movimento tra natura, colore e trasformazione.
L’atelier-casa nel cuore di Pescia
Entrare nell’atelier di Barbara Disperati, detta “la Dispe”, significa varcare la soglia di un appartamento che è anche una storia in divenire. Si trova all’interno di un palazzo storico di Pescia, trasformato dall’artista con le proprie mani.

Affreschi, pavimenti, arredi e mobili convivono in un equilibrio originale, frutto di scelte personali e di una forte sensibilità cromatica. Ogni ambiente riflette una mente in continuo movimento.

Qui Barbara vive e lavora, accogliendo insieme al figlio e agli amati cani. Cucina, dipinge, sposta oggetti e progetta senza soluzione di continuità, in un flusso quotidiano fatto di energia e creatività.

Dall’agraria al restauro degli affreschi
Pesciatina da generazioni, Barbara inizia a dipingere a soli tre anni, scegliendo istintivamente il mondo animale come primo soggetto. Dopo la scuola dell’obbligo frequenta l’istituto agrario, una tappa fondamentale del suo percorso.

Tra i 16 e i 20 anni affianca agli studi un lavoro di restauro degli affreschi e delle pitture murali nelle ville. Un’esperienza pratica che la mette a confronto con superfici, materiali e tecniche tradizionali.

Concluso questo periodo, decide di proseguire la formazione universitaria e si iscrive a Padova, dove studia psicologia del lavoro.
Trent’anni di aerografia e sperimentazione
In una fase successiva, Barbara apre una lunga stagione professionale dedicata all’aerografia. Per circa trent’anni dipinge su moto, auto da rally e motocross, veicoli da strada e pullman.

Lavora prevalentemente in ambienti di carrozzeria, contesti fortemente maschili, che affronta con determinazione e continuità. L’idea di dipingere su mezzi destinati all’uso quotidiano diventa parte integrante del suo modo di concepire l’arte.

Parallelamente, non smette mai di sperimentare: dipinge su muri, mobili, metallo, tela, plastica, legno, vetro, ceramica e pelle, adattando tecniche e linguaggi a ogni supporto.

Insegnamento, natura e trasformazione
Dopo questa lunga fase, Barbara torna all’insegnamento e diventa docente pratico di agraria forestale. Dipinge alberi ed è specializzata nelle conifere, unendo competenze artistiche e botaniche.

Si definisce “transformista”, perché il suo linguaggio cambia e si adatta continuamente. La pittura rappresenta per lei un momento di equilibrio, capace di rallentare una personalità dinamica e instancabile.

Nella pratica preferisce partire da qualcosa di già esistente, rifare più che iniziare da zero, per evitare l’horror vacui della tela bianca.

Intanto prendono forma nuovi progetti: libri illustrati per bambini e adulti e lavori grafici, come le etichette realizzate con collage e grafica per l’olio e il vino della scuola agraria, coerenti con una visione botanica e naturalistica in continua evoluzione.

AnneClaire: Anne-Claire Budin – © Pistoia.Valdinievole.News, riproduzione riservata – 6 febbraio 2026