Il report ACLI-IREF: in provincia di Pistoia dal 2020 al 2025 i redditi crescono del 15,9%, contro un’inflazione del 18%. Solo Grosseto fa peggio, di appena 0,6 punti.
Un aumento che non raggiunge l'inflazione
PISTOIA – I redditi salgono, ma meno dei prezzi. È il dato che emerge per la provincia di Pistoia dalla nuova Ricerca Redditi di Acli e Iref sui lavoratori dipendenti in Toscana. Tra il 2020 e il 2025 l'incremento registrato a Pistoia è del 15,9%, mentre l'inflazione cumulata indicata dalla ricerca per lo stesso periodo è del 18%. La differenza è di 2,1 punti percentuali. Nella graduatoria regionale Pistoia è penultima: soltanto Grosseto registra una crescita inferiore, con il 15,3%. Tra le due province ci sono appena 0,6 punti.
Pistoia nelle ultime posizioni della Toscana
Secondo quanto riportato nella ricerca, Firenze registra la crescita maggiore, con il +22,2%, seguita da Arezzo (+19,8%), Massa-Carrara (+19%), Pisa (+18,9%) e Lucca (+18,2%). Seguono Livorno (+17,5%), Prato (+17,3%), Siena (+16,4%), Pistoia (+15,9%) e Grosseto (+15,3%). «I numeri sulle province ci dicono che non esiste una sola Toscana quando parliamo di redditi da lavoro», afferma Elena Pampana, presidente di Acli Toscana.
In Toscana solo metà supera la crescita dei prezzi
Il dato provinciale si inserisce in un quadro regionale nel quale, si legge nel comunicato, il 49,9% dei lavoratori ha registrato tra il 2020 e il 2025 una crescita del reddito superiore all'inflazione cumulata del 18%. Per il 34% l'aumento è stato inferiore all'inflazione, mentre il 16,1% ha registrato una diminuzione nominale. Nel complesso il reddito medio dei lavoratori dipendenti toscani è passato da 23.218 euro nel 2020 a 27.625 euro nel 2025, con una crescita nominale del 19%. «Una crescita del reddito non significa necessariamente stare meglio, soprattutto quando il costo della vita cresce più velocemente degli stipendi», afferma Pampana.
<div style="c