Il fondatore del Gruppo Valdinievole Lotta alla Droga racconta il ritorno a San Patrignano e propone interventi per i giovani.

Il ritorno a San Patrignano per il confronto Italia-Francia

Giovanni Moschini, fondatore del Gruppo Valdinievole Lotta alla Droga, torna a San Patrignano per partecipare a un confronto internazionale tra Italia e Francia sul tema delle dipendenze. «Tornare a San Patrignano è un onore e una grande soddisfazione personale», racconta Moschini, ricordando il proprio percorso nella comunità e il rapporto con il fondatore Vincenzo Muccioli, che definisce «un secondo babbo». Moschini sottolinea anche il sostegno dato dalla famiglia Moratti all'attività di Muccioli. Secondo quanto gli è stato riferito dagli organizzatori, sarebbe l'unica persona in Europa ad aver fondato una comunità terapeutica dopo aver vissuto personalmente un'esperienza di dipendenza.

Le nuove dipendenze e il ruolo delle famiglie

Moschini ricorda di aver lasciato nel 2009 la gestione delle strutture del Gruppo Valdinievole ai collaboratori che avevano condiviso il suo percorso. Oggi, riferisce, il gruppo è guidato da Riccardo Aiello, già ospite della comunità. «Le differenze che ci sono oggi sono dovute alle sostanze e, purtroppo, alle famiglie», afferma Moschini. A suo giudizio, il cambiamento delle droghe disponibili, il loro costo e le difficoltà dei nuclei familiari rendono più complesso il recupero. Richiama inoltre i rischi sanitari associati alle sostanze sintetiche e alle nuove modalità di consumo, sostenendo che gli effetti sulla salute possano manifestarsi anche nel tempo. Nel ricordare la propria esperienza, attribuisce ai valori ricevuti dai genitori un ruolo nel percorso che lo ha portato a uscire dalla dipendenza.

Le proposte per la Valdinievole: prevenzione e recupero

Per la Valdinievole, Moschini propone un rafforzamento della presenza delle forze dell'ordine e percorsi specifici per le persone con problemi di dipendenza coinvolte in reati. «Abbiamo bisogno di dividere la delinquenza dalla dipendenza», sostiene, spiegando di aver presentato questa idea anche alla Presidenza del Consiglio. La proposta prevede strutture protette, da lui chiamate «case di decantazione», nelle quali operatori qualificati possano valutare e accompagnare i giovani in un percorso educativo e di recupero, distinguendolo dalla detenzione ordinaria. Moschini riferisce di aver elaborato il progetto insieme a Federico Samarin di Trento, già impegnato nell'esperienza di San Patrignano. Secondo il fondatore del Gruppo Valdinievole, questo modello potrebbe rappresentare una risposta da sviluppare anche sul territorio.

Andrea Vitali – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. © Pistoia.Valdinievole.News, riproduzione riservata – (21/10/26)

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