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Irrompe a gamba tesa in una campagna elettorale che si preannuncia lunghissima, il tema scottante delle cartelle pazze in agricoltura. Non essendo un esperto del settore, mi astengo da pronunciamenti tecnici, per rifugiarmi comunque in quelle che ritengo essere alcune utili deduzioni. Intanto siamo dinanzi ad un déjà-vu…dopo pochi mesi dall’insediamento, per mano dell’assessore alle Finanze, la maggioranza targata pd sferrava il primo attacco ad alcune imprese ben attive sul territorio. Importi rilevanti, e giunti come altrettanti fulmini a ciel sereno. I destinatari di accertamenti minori, fatti i loro conti, preferirono pagare, altri, sempre per evitare costi legali, invece scelsero di transare per importi sensibilmente ridotti. Chi ha fatto ricorso, invece ha puntualmente vinto, con il Comune costretto a pagare a sua volta somme che per quanto di ammontare minimo, stanno lì a testimoniare l’avventatezza di certe richieste. Ciò che sorprese fu il metodo, brusco, repentino, retroattivo, e tale da non fornire apparentemente margini di discussione alle aziende, con un contraccolpo economico capace da mettere in crisi il tessuto produttivo della città.
Sia chiaro che questo mio discorso non costituisce una apologia dell’evasione, che sarebbe impressione del tutto surrettizia, nel rispetto dell’intelligenza dei lettori evito sermoni sul dovere civico di pagare i giusti tributi.
Mi interrogo invece appunto sul metodo, dai connotati ostili, quasi che il nostro fosse un popolo di inveterati evasori. Dal mio punto di vista l’intera operazione era finalizzata a costituire poste di entrata di difficile o impossibile esigibilità, allo scopo di consentire alla Amministrazione Comunale di attingere ai corrispondenti capitoli di uscita, con il risultato di ficcarsi in un circolo vizioso. Questa ripeto è una mia ipotesi, che comunque riveste una sua credibilità nell’ambito di una visione politica sconfessata dagli eventi,e fatta di proclami, apparenza e promesse insensate da mantenere. Più spinosa si fa la questione  se valutiamo invece i fatti recenti che vedono la ripetizione di questo paradigma, applicato ad una importante azienda agricola.Alla questione del metodo usato, ovvero lo stesso, si aggiunge a mio parere un equivoco semantico inerente l’interpretazione del regolamento vigente, in cui la locuzione “serre a terra”, diventa palestra di disquisizioni linguistiche, che hanno il risultato di prostrare potenzialmente i destinatari dell’accertamento, e di seminare il panico nelle 350 imprese del settore che sussultano all’arrivo del postino. Oggi, se mi passate il concetto, siamo in regime di “democrazia sospesa”, ovvero sotto commissariamento. Ed escludendo che il Commissario abbia la temerarietà di gettarsi in questo roveto, e sapendo che non c’è una presenza politica che può,anche irresponsabilmente giovarsi di  questo, la domanda sorge spontanea. Le due categorie, Metodo ed Interpretazione, oggetto filosofico di questo pezzo,da chi sono manovrate? Dal Cosea, che funge da struttura di supporto al Comune per questi accertamenti? Un controllore controllato, che fa il servizio di raccolta ed interviene poi pesantemente su coloro che dovrebbe “servire”? Ma quei documenti li firma comunque il Dirigente dell’Area Finanza. Ed allora mi chiedo: questa delicata materia, è ben governata? Oppure non è governata affatto, e la situazione economica, ai più ignota, è talmente disastrosa che si cerca di fare cassa affinchè un Sindaco futuro possa trovarla meno rovinosa? Insomma, l’interpretazione della norma appare univoca e finalizzata esclusivamente ad incassare, preferibilmente tramite una transazione raffazzonata, con sconti magari consistenti, della serie “pochi, maledetti e subito”? Ed il metodo piegato alle esigenze di cassa, visto che si è fatto ricorso ad una temeraria retroattività poliennale,senza nemmeno una preventiva consultazione delle associazioni di catgoria? Giusto pagare il dovuto, sempre e comunque…ma se l’Onestà Contributiva ha da essere una categoria dello spirito imprenditoriale,altrettanto dicasi per un Metodo Corretto, ed una Interpretazione Logica…

Marino Angeli

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