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Aperta al pubblico la mostra “Bice guarda Manzù” inaugurata il 15 settembre e visitabile fino al 4 dicembre 2022 presso la Fondazione Poma Liberatutti in piazza San Francesco 12. Pubblicato anche il catalogo dedicato alle opere della scultrice pesciatina Bice Bisordi.

Dopo l'inaugurazione il 9 settembre scorso per la Fondazione Poma Liberatutti, spazio dedicato alle attività artistiche e ricreative, è già tempo di vernissage.
Il 15 settembre ha aperto al pubblico “Bice guarda Manzù” alla presenza del vicepresidente della Fondazione, Prof. Paolo Vitali e della Dr.ssa Marta Convalle, curatrice della mostra.
L’esposizione è un omaggio a un artista donna, la scultrice Bice Bisordi, legata non solo alla città di Pescia, ma esattamente al luogo in cui è sorta Poma, poiché queste stanze a pochi passi dal fiume furono la sua casa e il suo studio di scultura.



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Le immagini delle 35 opere esposte della scultrice nata a Pescia sono presenti anche nel catalogo pubblicato dalla Fondazione e curato da Marta Convalle, dal titolo “Bice Bisordi 1905- 1998 - Opere”, che contiene inoltre una ricca selezione della produzione dell’artista.
L’esposizione è suddivisa in 5 sezioni: studi classici, ritratti, Bice e Manzù, sacralità e maternità. Questa suddivisione è nata dallo studio delle sculture e il visitatore intraprenderà un percorso tipologico. A causa della mancanza delle fonti bibliografiche non è stato possibile ricostruire un percorso cronologico ma studiando le opere della Bisordi, la dottoressa Convalle ha osservato come certi temi fossero ricorrenti e proprio da queste analisi è stata aiutata a organizzare le varie sezioni che costituiscono la mostra.
La Bisordi nasce a Pescia l’11 marzo 1905 e la sua famiglia affonda le radici nella storia di questa città; il padre aveva ereditato un laboratorio di marmi e, proprio nello studio paterno, Bice scopre la vocazione che la porterà a diplomarsi all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, per poi intraprendere una carriera importante, densa di riconoscimenti sia in Italia sia all’estero.  Le opere sono esposte quindi in un luogo a esse familiare, precisamente al primo piano della Fondazione Poma Liberatutti. Composto di due sale principali comunicanti e dalla biblioteca.

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Proprio nella biblioteca della Fondazione Poma trova spazio la “Sacralità”, un altro omaggio alla scultrice, donna profondamente religiosa, questo luogo un tempo era la sua stanza da letto e da qui poteva vedere la vicina chiesa di San Francesco.
Nella sezione intitolata “Bice e Manzù” le sculture di Bice s’incontrano con le due di Giacomo Manzoni detto Manzù (1908-1991) che la città di Pescia ha la fortuna di custodire.
Come dichiara la curatrice della mostra, Marta Convalle: “E’ un’occasione di riflessione su due artisti vissuti nello stesso periodo e che forse non si sono mai incontrati. Quello che è certo è che tra le cose di Bice, è stato ritrovato un libretto su Manzù, dall’apparenza molto consumato ed è significativo che la Bisordi abbia sottolineato le parole che parlano della religiosità dello scultore”.
“Le tre statue esposte danno la possibilità di notare somiglianze e differenze. Accomunate dalla forma triangolare, le due opere di Manzù avvolte nel piviale, dal volto privo di espressione e senza dinamismo; nella Maternità di Bice ritroviamo la forma piramidale ma la sua opera non è inespressiva, questo rileva una differenza tra i due artisti. Entrambi caratterizzati dal sentimento religioso e dalla convinzione che solo attraverso Dio si trovasse il senso della vita, ma in modo diverso. Bice fa una ricerca scrupolosa dell’espressione, mentre Manzù si concentra nella ricerca della forma”.
Continua Marta Convalle "Pur potendola definire una delle artiste più importanti del ‘900 Bice Bisordi muore nell’anonimato e senza mai essere stata valorizzata ma lei, donna forte e coraggiosa, non si è fatta fermare. Aveva una sua galleria a Montecatini Terme e, quasi sicuramente, la sua produzione va oltre a quanto finora è stato catalogato".
Possiamo azzardare forse una connessione tra Bice Bisordi e la scultrice francese Camille Claudel (1864-1943) che prese a lavorare la creta prima dei sei anni e subito dopo iniziò la sua vita nel mondo della scultura. Entrambe hanno intrapreso un cammino singolare per i loro tempi, guidate dalla propria inclinazione e dal loro talento, ma per molto tempo, le loro opere hanno fatto fatica a trovare lo spazio che meritavano.

“Bice guarda Manzù” sarà visitabile fino al 4 dicembre 2022, con orario 10:00-12:30, 15:30-18:30. Per i giorni di visita vi consigliamo di consultare il sito: pomaliberatutti.it
 
Serena S. Madhouse

© 2022 riproduzione riservata
Photo: © 2022 Anne Claire Budin

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